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La Chiesa è lo Stato

Ha dell'incredibile la distorsione con cui i mezzi d'informazione hanno dato notizia della sentenza della Corte costituzionale sul crocifisso nelle aule scolastiche. Sull'italiano medio,  estenuato dai cattivi che vogliono rubargli il presepe e con esso tutte le sue radici, tutta la sua infanzia che dentro cresce ancora intima e calda, tutta la sua vita di buon cristiano oltre che di bravo figlio di mamma, è calata ristoratrice la notizia: "Il crocifisso resta in aula" (Repubblica), "Resti il crocifisso in aula, parola della Consulta" (Corriere della Sera). A leggerla, anche superficialmente, la sentenza, contiene cose che all'italiano medio farebbero andare di traverso il babà domenicale, i cantucci col vinsanto, il rosolio della zia. Perché quel che dice è ben altro. Resti pure, per ora, quel crocifisso dov'è; ma si sappia che le norme che riguardano il crocifisso nelle aule scolastiche sono "norme prive di forza di legge, sulle quali non può essere invocato un sindacato di legittimità costituzionale, né, conseguentemente, un intervento interpretativo di questa Corte". Cioè: non esiste alcuna legge che imponga il crocifisso nelle aule scolastiche.
Ma la sentenza riporta anche un singolare, illuminante ragionamento dell'Avvocatura erariale: "il Crocifisso sarebbe bensì anche un simbolo religioso, ma sarebbe 'il vessillo della Chiesa cattolica, unico alleato di diritto internazionale' dello Stato nominato dalla Costituzione all'art. 7, e dunque sarebbe da considerarsi alla stregua di un simbolo dello Stato di cui non si potrebbe vietare l'esposizione, al pari della bandiera e del ritratto del Capo dello Stato". Il crocifisso è anche un simbolo religioso, quasi accidentalmente: in primo luogo esso è il simbolo - anzi il vessillo, accidenti - della Chiesa cattolica. Ma allora, si dirà, è proprio il caso di toglierlo, ché riguarda proprio l'istituzione, e non più vagamente il cattolicesimo come patrimonio del popolo italiano. E invece no. Perché la Chiesa è uno Stato, ed è anzi uno Stato amico, uno Stato fratello, uno Stato gemello. Anzi, senza farla tanto lunga, la Chiesa è lo Stato. E amen.
Posted on रविवार, दिसंबर १९, २००४ at १६:२७ by Registered Commenterantonio vigilante | Comments9 Comments | References4 References

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Reader Comments (9)

Resti quel crocifisso dov'è? ma dov'è? Nelle scuole non lo vedo da qualche lustro. A dire il vero ho visto gli ultimi in una scuola superiore radunati tutti insieme, ce n'erano una decina sui muri della portineria, il regno di una donnina magra, frenetica e con lo sguardo perso nel vuoto.
Se gli articoli dei giornali sono viziati spesso da pressapochismo, i titoli dei giornali meriterebbero una raccolta fra le perle dell'invenzione umana, ché non solo descrivono in forme bizzarre il contenuto ma a volte curiosamente ne sono l'esatto opposto. Lo spettacolo della carta stampata.
दिसंबर १९, २००४ | Unregistered Commenterr.
In tutte le mie classi c'è. Fortunatamente, c'è solo quello. In passato ho dovuto far lezione con alle spalle il crocifisso, la Madonna e Padre Pio. Nella scuola di Stato, ovviamente.
दिसंबर १९, २००४ | Unregistered Commenterantoniovigilante
se ti puo' inteessare sto leggendo il libro "Chiesa madre chiesa matrigna" di Alberto Melloni. Mi era piaciuto Melloni, l'ho visto ospite da Ferrara: aveva gestito quel depresso di Socci in una maniera esemplare. Senza mai scomporsi. Mai nemmeno un sudorino. Il libro lo sto leggendo, e olte a non stufare, mi pare molto interessante. (Einaudi, 150 pagine, 7euro) Buon Natale Antonio
दिसंबर २५, २००४ | Unregistered Commenterslystone
Be', per sette euro si può fare. Buon Natale a te.
दिसंबर २५, २००४ | Unregistered Commenterantoniovigilante
C'è un verso di Danilo Dolci molto, molto bello. Dice: "Ciascuno cresce solo se sognato". E vuol dire: se tu prendi le persone per quello che sono, non le aiuti a crescere; e, forse, ti è anche difficile amarle. Sognale, le persone. Prendile per quello che non sono. Per quello che potranno essere.
फ़रवरी १, २००५ | Unregistered Commenterf
Non ho compreso il tuo parere. Ora non ho tempo per leggere i tuoi precedenti interventi, ma vorrei davvero avere una tua opinione che mi chiarisse il tuo pensiero in merito alla questione (pensiero che mi appare meno semplicistico di quello dei giornalisti e degli attori politici).
दिसंबर २१, २००६ | Unregistered Commentercielorosso
Io credo che (in Italia) esporre il crocifisso sia importante. In un solo simbolo (anche se per me è riduttivo chiamarlo così) sono concentrate tante cose importanti. E non dimentichiamo che la sua storia è legata a quella dell'Italia da più di 2000 anni.

nemo
फ़रवरी १८, २००७ | Unregistered Commenternemo
Appendiamo nelle aule, accanto al crocifisso, anche una fascina per ricordare ai ragazzi le persone arse vive da "Santa" Romana Chiesa, poi i vari strumenti di tortura dell'Inquisizione, un forno crematorio in miniatura inventato dai cattolici spagnoli per bruciare i poveri Ebrei e che aveva anticipato ed anche ispirato i metodi nazisti, ecc., ecc. Una domanda: se il supposto e mai esistito Gesù Cristo fosse stato, per ipotesi assurda, ucciso con un fucile, ppenderemmo anche quest'arma nelle classi? Ne faremmo un ciondolo da mettere al collo? Ma va!
सितंबर २९, २००७ | Unregistered Commenterlisa
Per Nemo: leggiti ben bene l'atroce storia della Chiesa cristiana nei 2000 anni da te decantati. È la storia della religione più sanguinaria di tutti i tempi. Non c'è di che esserne fieri.
सितंबर २९, २००७ | Unregistered Commenterlisa

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