« Se sia lecito uccidere neonati | Main | 2 dicembre »

A cena con Nagarjuna *

- Che c'è, dunque?
- C'è, Maestro, che ho riflettuto.
- Bene: ma perché me lo dici con quella faccia?
- Perché, Maestro, ho molte perplessità. Dicendo che tutto è vuoto, tu dici tante altre cose, mi accorgo: e non so più se posso seguirti. Se tutto è vuoto, nulla sussiste. Non sussiste il male, né la sua origine, né la sua soluzione. E quindi nemmeno sussiste il bene. E nemmeno il giusto e l'ingiusto. Nulla più si sostiene, tutto va in malora. C'è, Maestro, che tu mi fai il postmoderno.
- Non agitarti, e senti piuttosto quanto sono buoni questi funghi.
- Tu scherzi, Maestro, ma io tremo.
- Ah, male. Il tremore non fa ragionare.
- Spiegami, te ne prego.
- Vedi, Antonio, questi funghi? Sono buoni (sei sicuro di non volerli assaggiare?). Altri funghi, invece, sono pericolosissimi, addirittura mortali.
- Sì.
- E queste ostriche... Cosa vogliamo dire di queste ostriche?
- Non so, cosa vogliamo dire, Maestro?
- Che sono buone anch'esse. Non vuoi assaggiare?
- No, Maestro, sono vegetariano. Ma che c'entrano ora le ostriche?
- Queste ostriche sono anch'esse tanto buone quanto pericolose.
- Va bene, Maestro, ho capito, la nostra tavola è piena di cose buone ma pericolose; lo terrò presente al momento di pagare il conto. Ora mi dici che c'entra?
- E che ne so.
- Maestro?
- Più di ogni cosa però dovresti assaggiare questo vino.
- Maestro!
- Tu sei il più noioso dei discepoli possibili.
- Ed il più tenace. Dimmi della vacuità.
- La vacuità, Antonio, è una cosa tanto buona quanto pericolosa. E' buona per i saggi, è pericolosa per gli stupidi.
- Ed io, temendo che sia cosa cattiva, sarei stupido.
- Esatto, vedo che in fondo sei un tipo sveglio.
- Ma se tutto è vuoto, nulla è pieno. E se nulla è pieno, mi si apre la terra sotto i piedi, Maestro.
- Aspetta a sprofondare, ché ancora non hai pagato il conto.
- Tu ridi del mio smarrimento.
- Di gusto. Ma voglio aiutarti. Quando dico che le cose sono vuote, voglio dire che non esistono per sé. Voglio dire che ogni cosa esiste in quanto esiste altro. Ammettiamo che così non sia, e che ogni cosa esista di per sé. Ammettiamo che questo mondo non sia vuoto.
- Ammettiamolo, Maestro.
- Bene. Ma se non c'è vuoto, niente appare o scompare. E se niente appare e scompare, non esiste il male né il dolire. Da dove comparirebbe, da dove si produrrebbe? E se il dolore esiste per sé, come lo si può vincere? Non impermanente, permane, in assenza di vuoto.
- Sì, Maestro.
- E nessuno potrà mai compiere il bene o il male, se tutto è pieno. Come potrebbe prodursi il bene? Da dove nascerebbe il frutto del bene? Da quali rami, da quali radici?
- Sì, Maestro.
- E cosa potresti tu fare, Antonio, se fossi pieno, e non vuoto come sei? Da dove nascerebbe l'azione? Verso dove si dirigerebbe l'azione, se tu esistessi per te, pieno e sazio?
- Non so, Maestro.
- Con questo tuo assurdo dubbio - che il vuoto non sia, e che sia il pieno - tu distruggi l'ordine delle cose, il bene e il male, il giusto e l'ingiusto. Che te ne pare?
- Assaggerei volentieri, Maestro, un goccio di aglianico.

* Madhyamakakarika, cap. 24.

Posted on शनिवार, दिसंबर ४, २००४ at २१:४९ by Registered Commenterantonio vigilante in | Comments3 Comments | References1 Reference

PrintView Printer Friendly Version

EmailEmail Article to Friend

References (1)

References allow you to track sources for this article, as well as articles that were written in response to this article.
  • Response
    Response: Logan
    Pierre

Reader Comments (3)

il bicchiere è mezzo vuoto, Maestro
दिसंबर ५, २००४ | Unregistered Commenter.
Non occorre parlare del vuoto, basta il silenzio.
फ़रवरी १९, २००५ | Unregistered CommenterAurora
L'affermazione di Aurora, autontraddicendosi, si afferma, come questo commento.
अगस्त ८, २००६ | Unregistered CommenterNino

PostPost a New Comment

Enter your information below to add a new comment.

My response is on my own website »
Author Email (optional):
Author URL (optional):
Post:
 
All HTML will be escaped. Hyperlinks will be created for URLs automatically.