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Un roseto. Pioggia.

Cosa-dio nullessente, nota inerte,
canto di piume che s'alza da sfatta
materia di colomba, merda secca
in occhi puri di donna, bambino
che combatte il serpente primordiale
dove la pioggia si raccoglie e cade:
buio feroce che raccoglie i fiumi 
vivida luce adagiata nell'intimo
che mostra trasparente ogni sostanza:
e vuota, e perciò morta, e perciò viva:
non ti conosce chi ti chiama padre.
Seminatore d'ossa, ti direi,
se il dire fosse meglio del tacere.

Posted on रविवार, अक्‍तूबर ३१, २००४ at १४:२५ by Registered Commenterantonio vigilante | Comments1 Comment | References1 Reference

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Reader Comments (1)

un rincorrersi di immagini forti, specchio dell'affastellarsi dei pensieri, un sunto, un corto circuito, che pare irriverente - o forse allucinato - nell'accostare, nell'accogliere estremi, merda e purezza.
ma è un'irriverenza che si stempera, senza togliere nulla alla descrizione, nella consapevolezza del guardare e nel dire - oh, meglio sarebbe il tacere - un tu, dopo averlo mostrato come cosa.
अक्‍तूबर ३१, २००४ | Unregistered CommenterR.

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